Francesca Woodman

Ti ecciterai, caro amico, osservando un’ immagine, ma non saprai mai cosa c’ è dentro.

Francesca Woodman è originaria del Colorado, cresce in una famiglia di artisti e si avvicina alla fotografia molto giovane, sviluppando le sue prime foto a soli 13 anni.

Trascorre in Italia lunghi periodi della sua infanzia e adolescenza, tra Firenze e Roma, stringendo molte amicizie importanti a livello personale ed artistico.

Appariva in molte delle proprie fotografie e il suo lavoro si concentrava soprattutto sul suo corpo e su ciò che lo circondava, riuscendo a fonderli insieme con abilità ed eleganza.

Usava in gran parte esposizioni lunghe o la doppia esposizione, corpi nudi, effetti sfocati, volti oscurati, immagini allo specchio, partecipava attivamente all’ impressionamento della pellicola.

I critici riscontrano nelle sue immagini l’influenza del surrealismo in quanto vi si legge chiaramente il desiderio di spezzare il codice delle apparenze, lei stessa manifestò l’adesione alla tradizione surrealista attraverso la volontà di non fornire spiegazioni sulle proprie opere.

Si trasferisce a New York dove nel gennaio del 1981, pochi giorni dopo l’uscita del suo unico libro d’artista (Some Disordered Interior Geometrics) si suicida lanciandosi dal tetto del palazzo in cui abita.

Un’artista, sensibile, profonda, irrequieta, ha compiuto una scelta, tragica, drastica, nel momento in cui ha pensato di aver finito il suo lavoro e che poteva correre il rischio di rovinare tutte quelle cose delicate se n’è andata.

Scriveva Francesca Woodman “ti ecciterai, caro amico, osservando un immagine, ma non saprai mai che cosa vi è dentro” regalando la più acuta presa di coscienza sull’universo che si nasconde nella fotografia.

Dopo 5 anni viene organizzata la sua prima mostra postuma, presto la critica femminista del tempo si appropria della figura della giovanissima e geniale artista suicida per un discorso ideale sull’esposizione del corpo femminile in contrapposizione con lo sguardo maschile, negli ultimi venti anni diviene a tutti gli effetti un mito artistico.

 

 

CRISTINA CORSI

Scelta difficile ma necessaria, lasciare parte di se in pasto al passato per permettere la fuga verso l’altrove alla parte migliore ,quella ancora viva.

cristina_corsi@francesca_woodman

 

CARLO STADERINI

L’attesa.

carlo_staderini@francesca_woodman

 

MAURA CIPRIANI

Tante spine, lo so, possono far male… ma non voglio lasciarle.

maura_cipriani@francesca_woodman_1

 

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