Ruth Orkin

Essere un fotografo è far guardare alle persone ciò che voglio che loro guardino

Ruth Orkin Nasce a Boston ma passa l’infanzia ad Hollywood con la madre diva del muto, segue infatti le sue orme diventando cineasta oltre che fotografa.

Riceve la sua prima macchina fotografica a 10 anni e inizia come autodidatta con amici ed insegnanti di scuola, a 17 intraprende un incredibile viaggio in bicicletta da Los Angeles a New York e fotografa lungo la strada.

Si trasferisce a New York nel 1943, dove lavora di notte come fotografa di night club e durante il giorno scatta foto ai bambini per comprare la sua prima macchina professionale.

Arriva a collaborare con i maggiori giornali e fotografa i più grandi musicisti del mondo, molte sue foto catturano il lato più intimo delle celebrità, rivelando aspetti che vanno oltre l’immagine pubblica grazie al suo talento nel ritrarre la gente e nel lavorare a distanza ravvicinata dal soggetto.

Si sposa con un fotografo e regista e insieme producono due film, dal loro appartamento di New York che si affaccia su Central Park fotografa maratone, parate, concerti, dimostrazioni e la bellezza delle stagioni che cambiano, queste fotografie sono state il soggetto di due libri molto acclamati “A World Through My Window” e “More Pictures From My Window”, anche grazie ai quali nel 1959 viene eletta tra le migliori 10 fotografe d’America.

La sua foto più famosa “american girl in Italy” ritrae un amica che passeggia tra le strade di Firenze nel dopoguerra tra gli sguardi curiosi di un gruppo di uomini, la foto è studiata e costruita ma comunque racconta uno spaccato dell’epoca e di come l’Italia e gli Italiani erano visti in America, nonostante il giornale a cui volesse vendere il servizio non abbia voluto acquistarlo l’immagine e la protagonista sono divenute celebri ed immortali.

 

VANESSA FRANCIOLINI

Avremo sempre bisogno di un amica al nostro fianco.

vanessa_franciolini@ruth_orkin

 

DONATELLA ROMEI

Guardando le fotografie di Ruth Orkin, in particolar modo quelle appartenenti al suo viaggio in Europa, a cui mi sono ispirata, ho notato che rappresentano scene di vita quotidiana focalizzando l’attenzione di chi guarda sull’attrazione che la donna esercita da sempre sull’uomo. Per la mia fotografia sono stata colpita dall’espressione completamente assorta della ragazza, ho subito pensato che fosse tipicamente femminile e che un uomo, di fronte a un mondo così grande da scoprire, non può che esserne attratto.

donatella_romei@ruth_orkin

 

VERONICA CECCHI

Dalla semplicità dell’originale alla rivoluzione del mio scatto

veronica_cecchi@ruth_orkin

 

 

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